Pane integrale
Quando ci si è abituati troppo bene e poi ci si ritrova davanti ad un cambiamento, non sempre si riesce a mantanere gli standard precedenti. Ciò include il pane e compagnia.
Per quasi tre anni, abbiamo abitato in una casetta dei puffi nel Quattordicesimo con una stradina commerciale ottimamente fornita ed uno dei panifici migliori di Parigi: Moisan. Tutti prodotti biologici, un po' più cari forse, ma impastati e cotti sul posto, per non parlare del pane (lo scorso autunno ne avevano fatto uno alle nocciole e all'arancia candita da leccarsi i baffi) e/o la viennoiserie. Ma, ahinoi, un appartamento più grande ci è costato la perdita di tale paradiso di delizie e la triste e grigia realtà di queste sperdute contee: nessun panificio ha saputo reggere il confronto.
Fra un pane indecente e un'ora fra andata e ritorno (senza contare la coda) per andare presso il rivenditore in questione, la soluzione che abbiamo preferito può essere riassunta in questo modo: chi fa da sé, fa per tre. Ammetto che un po' baro, avendo preso un paio di farine preparate (in particolar modo quella per il pane al lino, scovata in una fattoria sperduta delle campagne normande), ma è anche vero che per il momento il nostro amico Ken non dispone della macina per i cereali (quindi niente farina di fonio per il momento XXDDD), per cui un po' mi sento giustificata. Anche perché MHE non è patito di pane bianco e mi fa aggiungere della farina integrale anche nella pizza o nella focaccia...
Pane integrale
150gr di farina bianca
150gr di farina integrale
1 bustina di lievito secco
5 gr di sale
200 ml circa di acqua tiepida
Versare le farine, il sale, il lievito (badando che questi restino ben separati l'uno dall'altro) e l'acqua in una ciotola e impastare a lungo, fino ad ottenere un composto elastico ed omogeneo (almeno 5-10 minuti con l'impastatrice), aggiuingendo un po' di acqua se questo dovesse essere troppo duro
Barbatrucco: una cosa che ho notato, è che più l'impasto è morbido, più la mollica sarà alveolata. Inoltre è importante di lavorare l'impasto a lungo per far sviluppare il glutine. Per cui, se preferite una mollica più compatta, limitate l'acqua e il tempo di lavorazione dell'impasto al minimo indispensabile.
Una volta l'impasto ronto, fatelo lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti, coperto con della pellicola trasparente.
Barbatrucco: il mio forno ha una funzione specifica per gli impasti lievitati, ma quando dovevo accontentarmi di un fornetto elettrico dei puffi, lo mettevo al minimo (intorno ai 40-50°)
Quando l'impasto avrà raddoppiato di volume, lavorarlo di nuovo, quindi porlo su un piano infarinato e dare alla pagnotta la forma voluta, fare un taglio poco profondo sulla parte superiore e far lievitare ancora un po', mentre il forno si riscalda.
Infornare a 260° in modalità ventilata, avendo l'accortezza di posare affianco alla pagnotta un contenitore con dell'acqua calda per aumentare l'umidità del forno, e dopo 10 minuti circa abbassare la temperatura a 210° per un'altra ventina di minuti.
Il pane è pronto quando, dando dei colpetti sotto, questi suoni "vuoto".
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