Spizzilando spizzilando...

Un blog dedicato ad una delle passioni di casa: la cucina e la buona tavola.

mercoledì 17 febbraio 2010

Yoghurt senza yoghurtiera

... perché quella che abbiamo preso è una ciofeca e a me lo yoghurt piace talmente denso da tenere in piedi il cucchiaino! Ovviamente alla fin fine è giusto una questione di gusti e non nego che ci possa essere chi lo ama liquido, ma vabbeh...

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Yoghurt

per circa 1 kg

1l di latte intero
1 vasetto di yoghurt bianco
latte in porlvere (facoltativo)

Se utilizzate del latte fresco, portarlo a bollore e farlo intiepidire; in caso di latte UHT limitarsi a riscaldarlo: la temperatura deve essere fra i 35° ed i 40°. Nel caso in cui non si abbia un termometro, controllare la temperatura con un dito: questa deve essere piacevole e ben sopportabile.

In una ciotola mescolare il contenuto del vasetto di yoghurt con il latte in polvere: questi, infatti, agisce da addensante e permette di ottenere un risulato finale più cremoso. Le quantità variano a seconda dei propri gusti e non è obbligatorio utilizzarlo.

Versare nella ciotola un po' di latte tiepido e rimestare per bene, affinché il composto sia omogeneo ed i fermenti ben ripartiti, quindi unirlo al restante latte, sempre mescolando bene: potete lasciare in una ciotola in vetro coperta con della pellicola trasparente oppure suddividere in vasetti di vetro o ceramica.

Attenzione! È importante evitare il contatto con oggetti metallici, che sia un cucchiaio o una frusta e preferire utensili in legno o plastica: il metallo, infatti, ha un'ilfuenza nociva sui fermenti.

Lo yoghurt ha bisogno di fermentare in un ambiente tiepido e a temperatura costante: è questo solitamente il ruolo della yoghurtiera. Nel caso in cui non la si abbia a disposizione, accendere il forno a 40°-50° e far fermentare almeno 5-6 ore: per una questione di risparmio, consiglio di prepararlo la sera e farlo fermetare durante la notte. Io l'ho lasciato per 8 ore e per altre 2 ore circa nel forno spento.

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Ovviamente questa è la preparazione per dello yoghurt bianco e senza zucchero, ma è possibile aromatizzarlo con dello zucchero vanigliatto, un po' di caffé solubile, sciroppi alla frutta o, nel caso in cui si opti per i vasetti, qualche cucchiaio di marmellata. Personalmente preferisco lasciarlo nature e di aromatizzarlo al momento del consumo o anche per usarlo per una preparazione salata (dips, piatti, etc...). Qui è con del germe di grano ed un cucchiaino di zucchero vanigliato
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Ovviamente, in casa non lo facciamo solo con il latte vaccino, ma anche e soprattutto con del latte di capra, a causa dell'intolleranza di mio marito: in tal caso, abbiamo notato che si orriente un risultato finale migliore usando come fermento di base dello yoghurt di pecora, senza dimenticare che in ogni caso non riuscità mai tanto denso e cremoso come quello vaccino.

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lunedì 15 febbraio 2010

Crema di sedano rapa

Altra ricettina preparata giovedì scorso e che, nonostante la semplicità degli ingredienti, ho riscosso un enorme successo! L'ingrediente principale di questo potage, è il sedano rapa.

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Il sedano rapa è una pianta con ciclo biennale, della famiglia botanica delle ombrellifere, classificata come Apium graveolens varietà Rapaceum. È un ortaggio particolare, conosciuto e coltivato solo in alcune zone dell’Italia settentrionale. Del sedano rapa si consuma la radice (infatti è un cosiddetto "ortaggio da radice"), di colore bianco e di forma a globo; le foglie sono di colore verde scuro, gli steli sono cavi all’interno e l’apparato radicale ha un notevole sviluppo. S. Wiki

Certo, la difficoltà sta proprio nel reperire l'ortaggio in questione, ma se vi trovate davanti questo "coso" non molto sescy per la prima volta, almeno avete un'idea di come prepararlo, e se lo conoscete, ecco un modo per stupire i propri ospiti con poco;)

Crema di sedano rapa

per 4 persone

1,2 kg di sedano rapa
30 gr di burro fuso
10 gr di farina
cerfoglio o prezzemolo tritato
noce moscata
sale & pepe
crostini di pane
panna liquida (facoltativa)

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Sbucciare il sedano rapa e grattuggiarlo grossolanamente, quindi gettarlo in 2 l di acqua bollente e salata: non appena riprende l'ebollizione, scolare l'ortaggio tenendo da parte l'acqua di cottura.

Porre 2 cucchiai di burro in una padella e ripassare il sedano rapa mescolando bene.

Preparare un roux biondo con il restante burro e la farina, quindi preparare una vellutata aggiungendo qualche mestolo d'acqua di cottura. Aggiungere il sedano rapa, aggiungere altra acqua di cottura fino a coprire, aggiustare di sale, incoperchiare e far sobbollire per 20 minuti.

Una volto cotto, passare il potage nel mixer fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustare di pepe, quindi servire ben caldo cospargendo la crema con il cerfoglio (o il prezzemolo), i crostini di pane e con un giro di panna.

Nota bene: la ricetta originale prevede di aggiungere 200ml di pann liquida assieme al pepe, ma personalmente preferisco ridurne la dose a qualche cucchiaio per piatto e usarla a scopo decorativo (se poi aggiungiamo che MHE è allergico a qualsivoglia prodotto vaccino...)

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Torta tropicale

Giovedì scorso sono arrivati a casa una nostra cara amica ed il suo bambino, che proprio quel giorno festeggiava i 5 mesi: per festeggiare il complimese del piccolo, ho pensato di declinare in versione torta la ricetta di una millefoglie. Ovviamente, essendo in 3 a mangiarla, ho optato per una mezza dose di quella che vi posto, che va bene per 6-8 persone ;)

Torta tropicale

3 dischi di pan di spagna

Per la farcia
3-4 kiwi
1 mango ben maturo
100 gr di zucchero
2 uova + 2 tuorli
50 gr di farina
½ l di latte di cocco

Per la bagna
1 tazza di acqua
1 cucchiaio di zucchero, preferibilmente di canna
1 tappino di rum

Per la guarnizione
300 ml circa di panna liquida
zucchero (facoltativo)
noce di cocco grattuggiata

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Preparare la crema montando le uova con lo zucchero, quindi aggiungere la farina e mescolare. Nel frattempo, mettere il latte di cocco a scaldare, e quando bolle, ritirarlo dal fornello e versarne ¼ a filo sulla preparazione all'uovo, senza smettere di mescolare. Versare il resto del latte di cocco più rapidamente, mescolare e riversare nella casseruola: portare a ebollizione mescolando, e quando la crema è bella densa far cuocere per altri 2 minuti. Infine versare la crema in una ciotola e far raffreddare.

Barbatrucco: onde evitare che la crema, raffreddandosi, crei una pellicola sulla superficie, porre un foglio di pellicola a diretto contatto con questa.

Preparare la bagna versando gli ingredienti in una casseruola e scaldare a fuoco moderato, fino a totale evaporazione dell'alcool.

Sbucciare i kiwi ed il mango e tagliarne una parte a cubetti ed un'altra a fette per la decorazione e procedere al montaggio della torta: bagnare un disco di pan di spagna con la bagna, fare uno strato con i cubetti di frutta, versare parte della crema al cocco, avendo cura di lasciare libero un bordino ci circa 1-1.5 cm, coprire con il secondo disco di pan di spagna e ripetere l'operazione. Terminare con un disco imbibito di bagna e porre in frigo.

Versate la panna liquida ben fredda in una ciotola, anch'essa fredda, e montarla in una chantilly1 ben ferma, aggiungere zucchero a piacere se si deridera addolcirla, quindi uscire la torta dal frigo e ricoprirla di panna montata.

Decorare cospargendo i lati della torta con della noce di cocco grattuggiata e sistemare sulla parte superiore le fette di mango e kiwi. Tenere in serbo in frigo fino al momento di servire.

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1 Chantilly: è il nome dato in Francia alla panna montata, e non nascondo che a volte si creano dei piccoli malintesi fra me e mio marito a questo soggetto! XXDDD

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domenica 14 febbraio 2010

Latte di cocco

Dovevo postare la ricetta della torta che ho fatto giovedì, quando mi sono resa conto che un ingrediente non è che sia tanto reperibile (almeno lo era tre quattro anni fa, quando abitavo ancora in Italia XXDDD), ovvero il latte di cocco. Dato che comunque sia preferisco quello fatto da me rispetto a quello che trovo qui (assomiglia più a una crema densa che a un liquido, quindi spesso e volentieri devo allungarlo con l'acqua), ecco come farlo

Latte di cocco


1/2 l d'acqua
2 tazze di cocco grattuggiato

Portare l'acqua a ebolizione, quindi aggiungere il cocco grattuggiato mescolando per bene e lasciare in infusione fino a raffreddamento, quindi filtrare e imbottigliare. Volendo potete aumentare le dosi e congelare quello che non viene utilizzato al momento.

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Pan di spagna

Voilà la base di pasticceria d'eccellenza: il pan di spagna!
Devo ammettere che nel corso degli anni ho provato diverse ricette, alcune semplici, altre un po' più elaborate, con o senza lievito, fino a trovare quella che è la sola, l'unica e l'originale: diffidate delle imitazioni! XXDDD
Ovviamente ci sono le varianti, tipo col cioccolato o altro, ma penso che saranno discusse in separata sede, man mano che ne abbisognerò per diversi dolci e golosità varie ;)

Pan di Spagna

per una tortiera di 26 cm di diametro

75 gr di farina
75 gr di maizena
180 gr di zucchero
6 uova

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Accendere il forno e metterlo a 150° e imburrare una teglia antiaderente con un bello strato di burro. Avendo abbastanza materiale a disposizione, potete preparare 3 teglie: in questo modo, non si avrà a dover tagliare il pan di spagna per farcirlo e gli strati saranno di altezza più o meno uguale.

Mescolare lo zucchero e le uova in una ciotola e montare il tutto per almeno 15 minuti (30 minuti se con la frusta a mano: bon courage! È in momenti come questi che l'amico Ken rivela tutta la sua utilità XXDDD), fino a quando la preparazione "scrive". Quindi incorporare la farina e la maizena setacciandole, con un cucchiaio di legno o una marisa in caucciù effettuando un movimento dal basso verso l'alto e dal centro verso l'esterno.

Versare nella teglia ed infornare nel forno ben caldo e cuocere per 40 minuti senza aprire il forno. Verificare la cottura e lasciare 10 minuti nel forno spento prima di sformare su una gratella e far raffreddare il pan di spagna: una volta freddo, tagliarlo in 2 o 3 strati con un coltello a lama seghettata.
Nel caso in cui si opta per le 3 teglie, i tenpi di cottura sono ridotti di una decina di minuti.

Nota: il pan di spagna in foto, è stato realizzato con metà dose e cotto per 20 minuti in tre stampi da 20 cm di diametro.

Attenzione! Cercate di far passare meno tempo possibile fra il momento in cui terminate di amalgamare le farine al composto uova+zucchero e la messa in forno: ho notato che l'impasto tente un po' a smontare e dona un pan di spagna un po' meno alto di quanto dovrebbe.

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venerdì 5 febbraio 2010

Bento del cortile

Mi sono scocciata di mangiare panini il venerdì durante il corso di teatro, e dato che con la gravidanza devo comunque badare alla mia alimentazione, ho deciso di affidarmi ad una ben nota tradizione culinaria nipponica: il bento. Dicasi bento...
un piatto diffuso nella cucina giapponese, preparato per esser portato fuori casa ed esser consumato all‘aperto. Un bento tradizionale è composto da riso, pesce o carne, e uno o più contorni di verdura cotta o sottaceto. I contenitori per il bento possono essere di molti tipi, da quelli in plastica monouso a quelli laccati fatti a mano. S. Wiki
Premesso che per il momento non ho un bento box degno di tale nome e ripiego su vaschette vuote del gelato e tupperware vari ed eventuali e, soprattutto, che nonostante la mia indole artistica il lato estetico della presentazione non è curato più di tanto, con la scusa che "sempre in pancia finisce", per il momento mi sto impegnando a cercare abbinamenti interessanti e ad apprendere le basi.

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Bento del cortile

per 4 crocchette di tacchino
400gr di carne di tacchino
1 fetta di pane raffermo
1+1 uova
prezzemolo
aglio
sale & pepe
farina
pan grattato

insalata
lattuga
1 avocado
1 pompelmo rosa
olio, sale e pepe

per 8 melonigli
1 mela Pink Lady o altra varietà a pasta croccante
succo di limone

Per le crocchette
Tagliare a cubetti la carne di tacchino e metterla nella ciotola del robot assieme agli altri ingredienti (senza dimenticare di mettere in ammollo il pane in un po' d'acqua o di latte e di strizzarlo per bene, cosa che avevo dimenticato di fare) tranne 1 uovo, la farina ed il pan grattato, e lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e compatto.
Preparare il necessario per la panure, mettendo un po' di farina, l'uovo sbattuto e il pangrattato in 3 piatti diversi, quindi creare 4 grosse polpette con l'impasto di tacchino e passarle una ad una nella farina, nell'uovo e nel pan grattato per ottenere una bella impanatura. Volendo si può ripetere il passaggio uovo+pangrattato. Volendo, si possono aggiungere delle erbe aromatiche al pan grattato.
Cuocere le crocchette in padella per 15-20 minuti, rigirandole spesso.

Per l'insalata
Pelare a vivo il pompelmo, snocciolare e sbucciare l'avocado e tagliarli a pezzetti (la leggera acidità del pompelmo, a priori, evita che l'avocado annerisca), quindi lavare e asciugare la lattuga e unirla agli altri ingredienti in una ciotola abbastanza capiente. Condire con olio, sale e pepe: volendo si può aggiungere un po' di aceto balsamico.

Per i melonigli

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Lavare per bene la mela, tagliarla in 8 spicchi, eliminare il torsolo e bagnare con un po' di succo di limone per evitare che annerisca. Poi, formare un orecchio con il pelapatate: partendo da un lato, pelare un triangolo che arrivi più o meno a metà spicchio, lasciando la buccia attaccata, quindi ripetere dall'altro lato. Eliminare il resto della buccia e aggiungere il succo di limone.

Assemblaggio

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Sistemare in un contenitore metà dell'insalata, 2 crocchette di tacchino tagliate a cubetti e 4 melonigli, badando a tenerli separati fra loro. A tale scopo potete creare gli scompartimenti con del cartone rigido coperto di stagnola, dei pirottini in carta o silicone, oppure dei tupperware più piccoli. Per accompagnare le crocchette, in un piccolo contenitore mettere qualche cucchiaio di ketchup mescolato a qualche goccia di tabasco, e per dessert dello yoghurt bianco su un letto di marmellata di lamponi.

A posteriori, mi sono resa conto che questo bento manca di glucidi: per ovviare, si può preparare del riso aromatizzato all'aceto di riso e farne un letto su cui accomodare l'insalata.

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